Alessandro, il nostro ingegnere ambientale in Etiopia, ci racconta la sua esperienza ed i risultati ottenuti con il progetto Wash Up nel 2020.

Obiettivo principale è promuovere l’accesso all’acqua nelle zone dove non ci sono fonti di acqua pulita e non possono essere garantiti i servizi igienici di base. Attualmente stiamo operando in 8 Woreda identificate in 2 distinte Regioni dell’Etiopia, in un territorio marcato dall’erosione e dai cambiamenti climatici in cui:

– circa 65% delle persone non ha accesso ad acqua pulita nel raggio di 1 km, quasi il doppio della media nazionale del 39%.

– Il 58 % delle persone non ha accesso a latrine.

– Il 60% degli studenti non ha acqua a scuola per bere o lavarsi le mani e solo il 10% ha una latrina con uno standard accettabile.

– Il 94% delle cliniche sono sprovviste di acqua potabile nella struttura.

Non solo: la gestione degli impianti idrici esistenti è carente e il 29% delle sorgenti sono danneggiate mentre il 26% delle pompe a mano non funzionano.

 

L’ARRIVO DELLA PANDEMIA

Con l’inizio della pandemia abbiamo dovuto necessariamente rivedere le attività del progetto Wash Up, riorganizzandole e dando particolare attenzione alla situazione delle scuole primarie. Qui, gli edifici sono fatti di fango e paglia e le classi sono formate anche da 50 bambini, che non avendo acqua a disposizione non possono mettere in pratica nemmeno la più semplice azione di prevenzione, ovvero quella di lavarsi le mani.

Per questi piccoli studenti non andare a scuola vuol dire rinunciare all’unica possibilità di avere un futuro migliore e di poter un giorno aiutare la loro famiglia togliendola dalla povertà estrema. 

Per questo stiamo realizzando impianti idrici adiacenti le scuole, così che possano almeno lavarsi le mani prima di entrare a lezione e prima di andare a casa. 

 Il primo impianto che abbiamo costruito alla Kaschae Casch Primary School di Besketo ci ha dato una grande soddisfazione perché abbiamo capito che siamo sulla strada giusta: i bambini sono tornati a scuola e nel nostro ufficio etiope sono arrivate oltre 40 richieste da parte di scuole che vorrebbero il nostro aiuto.

Il nostro impegno continua, con l’obiettivo di portare acqua a 6.500 bambini in 15 scuole entro la fine dell’anno.

Una classe durante una delle nostre visite prima della pandemia

 

 

 

I RISULTATI

Da gennaio abbiamo costruito 92 impianti idrici e speriamo davvero di poter rispondere positivamente a tutte le richieste. Nello specifico la suddivisione delle varie tipologie d’impianto effettuate finora sono:      

  • 24 impianti – di cui 8 di raccolta dell’acqua piovana
  • 2 latrine attualmente in costruzione
  • 10 impianti biogas a livello familiare per produzione energia in modo sostenibili
  • 24 pozzi hanno ricevuto manutenzione e sono stati ripristinati
  • 35 corsi di formazione sulle corrette pratiche igienico sanitarie e l’utilizzo dell’acqua
  • 2 corsi di formazione per il personale sanitario
  • 20 donne hanno ricevuto formazione sulla conservazione ambientale e corette pratiche igieniche sanitarie

Per le scuole in questi giorni stiamo lavorando per organizzare momenti di formazione per i  bambini sulle pratiche igienico-sanitarie da adottare. 

 

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Wash Up: i traguardi del 2020
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