In Tanzania sono oltre 1,7 milioni le lavoratrici domestiche: di queste, il 75% ha meno di 25 anni e molte sono così giovani che sono sotto la soglia di età consentita per legge per lavorare. Ma il lavoro minorile ed in generale il lavoro domestico in Tanzania e nei Paesi limitrofi non è percepito come un vero impiego, e questa condizione fa sì che molte ragazze, spesso bambine, siano costrette a condizioni di schiavitù.

 

Molte lavoratrici domestiche vivono in condizione di schiavitù

 

GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO “PROMOTE DECENT WORK, RIGHTS AND DIGNITY FOR DOMESTIC WORKERS”

Spesso nei villaggi la povertà fa da padrone, così le giovani emigrano nei Paesi vicini, ma senza un’educazione di base e senza esperienza, si trovano il più delle volte sole, a lavorare in un luogo nuovo e sconosciuto, senza nessuna tutela ne riferimenti.

Il progetto Promote Decent Work, Rights and Dignity for Domestic Workers ha avuto inizio nel 2021 ed ha una durata di tre anni. Avviato grazie alla collaborazione con Irish Aid, APA, CHODAWU – Sindacato lavoratrici domestiche, personale bar e hotel, IDWFInternational Domestic Workers Federation e CWM – Catholic Workers Movement, ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni di lavoro delle lavoratrici domestiche tanzaniane e la ratifica della convenzione C189 di OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) che prevede il riconoscimento del lavoro domestico come vera professione, garantendo quindi le giuste tutele.

Per raggiungere questi scopi sono diverse le attività che sono e saranno messe in atto. Primo fra tutti l’organizzazione di una conferenza nazionale sul lavoro domestico, seguito dalla creazione di una task force per la ricerca sui percorsi migratori interni e internazionali e l’organizzazione di seminari informativi per rappresentanti del governo locale. In questo modo è possibile rafforzare il ruolo delle organizzazioni di lavoratrici domestiche nel dialogo con le istituzioni.

Inoltre, è importante aumentare le capacità di negoziazione dei membri delle associazioni di lavoratrici domestiche al fine di facilitare l’ascolto e l’ottenimento di migliori condizioni lavorative. Per questo sono stati avviati corsi di formazione mirati, ed attraverso programmi radio e tv si è sensibilizzato sull’importanza e la necessità di un processo migratorio e di una condizione lavorativa sicuri in tutte le sue fasi.

 

Un momento di ascolto e formazione

 

I RISULTATI DEL PRIMO ANNO DI PROGETTO

Attraverso le attività di questo primo anno di progetto, le associazioni ed i sindacati delle lavoratrici domestiche hanno visto un incremento di 10.000 nuovi membri. I beneficiari diretti sono stati molteplici:

➡️ 185 esponenti del governo in differenti livelli sono stati coinvolti nel processo di ratifica della convezione C189

➡️ 90 stakeholders sono stati  formati su diritti lavoratrici domestiche

➡️ 125.000 persone sono state raggiunte tramite i programmi Radio e TV

➡️ 85 lavoratrici domestiche nel loro ruolo di leader hanno potuto potenziare le loro competenze

➡️ 100 lavoratrici domestiche  hanno incrementato le loro competenze lavorative

➡️ 108 migranti sono state orientate sul corretto processo migratorio

➡️ 15.000 familiari delle lavoratrici domestiche sono stati coinvolti nelle attività di progetto

 

Riunione tra lo staff del CVM e la cooperativa di donne

 

GLI OBIETTIVI DEL 2022

Si stima che nell’arco dell’intero progetto saranno 4.8 milioni i beneficiari indiretti delle attività. Per il 2022 i nostri obiettivi sono quelli di ottenere la ratifica di OIL C189, promuovere accordi bilaterali con altri Stati per una migrazione sicura, continuare a formare ed aumentare il numero di lavoratrici domestiche nelle associazioni e avere il supporto di nuovi partners, affinché i giusti diritti per le lavoratrici domestiche vengano riconosciuti e garantiti. 

 

Un progetto per la promozione del diritti delle lavoratrici domestiche: i risultati del 2021