L’acqua è l’elemento più essenziale della vita e dalla nostra capacità di custodirlo e condividerlo dipende il futuro dell’umanità”.

Papa Francesco

 

L’acqua, si sa, è il bene comune più prezioso per la sopravvivenza di ogni essere vivente e, sebbene essa ricopra ben il 71% della superficie terrestre, quando si parla di disponibilità in termini di acqua “pulita”, la situazione si complica. Sono oltre 1 miliardo, infatti, le persone nel mondo che non hanno accesso ad acqua potabile e, da anni, la Comunità Volontari per il Mondo si batte per garantirne l’accesso a coloro che abitano alcune delle regioni più carenti e degradate da questo punto di vista.

 

L’acqua, infatti, è sin dall’inizio un pilastro delle aree di intervento di CVM, specialmente in Etiopia, dove nel novembre del 2019 si è dato avvio al Progetto Wash Up, volto appunto ad implementare tecnologie sostenibili per l’accesso all’acqua potabile e per il miglioramento dell’efficienza energetica delle comunità di 8 Woreda (i distretti etiopi).

 

La missione, da svilupparsi nell’arco di 3 anni all’interno della regione di Amhara e delle SSNPR, ha come obiettivi l’approvvigionamento di acqua pulita per 100.000 persone; la fornitura di acqua e sanitizzazione in 30 scuole; la realizzazione e riattivazione di 203 impianti idrici tra sorgenti, pozzi ed impianti di raccolta di acqua piovana, nonché la creazione di un database aperto per la gestione degli stessi; la formazione di 1.635 persone tra membri dei comitati di gestione, addetti, artigiani locali, leader sulle tecniche di conservazione del suolo e donne. Inoltre, si prepone di istituire 30 impianti di biogas ad uso famigliare e 18 cooperative femminili per l’incremento di vivai e la creazione di aziende agricole a ciclo integrato.

 

Già nel corso dei primi mesi CVM ha condotto diversi degli interventi programmati. 11 sorgenti affioranti sono state fornite di protezione, raggiungendo il numero di 4.986 beneficiari. 2 pozzi già esistenti nella regione di Amhara sono stati ricostruiti con l’installazione di una nuova pompa, mentre 18 dei pozzi con pompa a mano presenti nelle due zone di intervento sono stati riparati. In totale ne beneficeranno 10.924 persone. 11 dei 30 impianti di biogas ai quali dare accesso alle famiglie sono stati disposti, favorendo così il risparmio del legname. 

 

Dal punto di vista formativo, sono state istituite 28 commissioni (WATSAN) per l’igiene e per l’acqua, rendendole capaci di attuare piccole manutenzioni e operare con i sistemi idrici. Sono state altresì formate 42 leader donne nelle SSNPRS, mentre 4 cooperative femminili sono state avviate, promuovendo un approccio di business agricolo integrato che sostenga la loro integrazione socio-economica, migliorando le  condizioni di vita degli stessi membri.

 

Purtroppo, come per molte altre attività nel mondo, la pandemia globale indotta dal Coronavirus ha impattato significativamente anche sugli obiettivi di lavoro in loco, causando talora rallentamenti e temporanee interruzioni delle attività previste. Tuttavia, in questo momento più che mai, emerge l’importanza di investire in tale progetto, soprattutto in un luogo come l’Etiopia, in cui diventa estremamente difficile mettere in pratica anche le più semplici misure di prevenzione, come quella di lavarsi le mani. Pertanto, se dapprima si era convinti dell’importanza di impegnarsi per portare acqua pulita, ora lo si è indubbiamente ancor di più.

 

In questo contesto diamo continuità alla costruzione di acquedotti, alla formazione e sensibilizzazione di artigiani locali ed operatori sanitari. Il progetto includerà, tra i vari interventi, anche la trivellazione di 7 pozzi e la fornitura di gabbioni di contenimento per la messa in sicurezza degli argini a rischio idrogeologico. Saranno formati oltre 400 addetti alla manutenzione, gli utenti per la corretta gestione degli impianti di biogas realizzati ed i membri delle cooperative femminili che andranno successivamente a gestire gli 8 nuovi vivai in fase di realizzazione.

 

Il progetto Wash UP, inoltre, potrà acquisire un valore aggiunto grazie al proseguimento del dottorato di ricerca precedentemente avviato con l’Università di Urbino (leggi qui l’articolo dedicato) e temporaneamente sospeso per la pandemia, che vedrà presto l’ex civilista ed antropologa Valentina Acquafredda impegnata direttamente sul campo in Etiopia, per indagare sugli aspetti antropologici che favoriscano tra i beneficiari l’adozione delle pratiche di salvaguardia ambientale promosse dal CVM.

 

 

COVID E SCUOLA: L’IMPEGNO DEL CVM PER L’EDUCAZIONE DEI BAMBINI ETIOPI

Il Coronavirus continua ad incidere in maniera piuttosto drammatica su un contesto già di per sé critico come quello etiope e, nonostante le misure di prevenzione attivate dal governo, le condizioni igienico-sanitarie scarseggiano, soprattutto al di fuori della capitale, dove l’informazione, i dispositivi di protezione e le risorse adeguate faticano ad arrivare.

Tale situazione purtroppo si ripercuote inevitabilmente sull’istruzione dei bambini. Non andare a scuola vuol dire per loro rinunciare all’unica opportunità per costruirsi un futuro migliore. Di contro, andare a scuola in condizioni del tutto inadeguate, a partire dalla mancanza di acqua pulita per lavarsi le mani, vuol dire rischiare di diventare motori di trasmissione del virus nell’area.

Per il CVM questa situazione merita un occhio di riguardo ed anche per questo si è attivato riorganizzando tempestivamente le attività del progetto Wash Up. Recentemente abbiamo costruito tre impianti per la raccolta di acqua piovana adiacenti alle scuole primarie di Sawla, cosicché oltre 800 studenti possano almeno lavarsi le mani prima di entrare, prima di mangiare e all’uscita da scuola.

Il sistema di raccolta dell’acqua piovana consiste nella costruzione di tetti in lamiera che permettono di raccogliere l’acqua e trasferirla in serbatoi, facendola poi defluire fino ad una postazione con tre rubinetti da cui i bambini possono finalmente accedervi. Si tratta di un metodo che si è dimostrato vincente in queste zone, dove non c’è altro modo per portare acqua corrente.


L’impegno di CVM per la prevenzione del virus e l’istruzione dei bambini etiopi è fondamentale, tanto che 40 scuole hanno già fatto domanda per poter avere lo stesso tipo di impianto nelle loro sedi. La nostra speranza, nei prossimi mesi, è quella di poter soddisfare anche le loro richieste.

Confidiamo che le persone che nel tempo hanno sostenuto il nostro lavoro continuino a farlo perché la nostra capacità di rispondere alle sofferenze di tante persone dipendono dalla dedizione dei nostri volontari e da tutti coloro che, nonostante le difficoltà personali, hanno a cuore il bene dei più poveri.

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