Etiopia acqua Pasqua
La comunità di Otila Wolaris attorno alla sorgente non ancora messa

Come di consueto, ormai da 15 anni CVM a Pasqua promuove la campagna di raccolta fondi e di sensibilizzazione “Un pozzo di sorprese” grazie alla quale ci impegniamo a dare supporto a progetti idrici per le comunità etiopi più remote. Quest’anno l’iniziativa ha l’obiettivo di garantire acqua potabile in Etiopia a 4.210 persone che vivono nella comunità di Otila Wolaris. E di migliorarne le condizioni igienico-sanitarie.

La comunità non è stata scelta a caso ma è consapevole della propria problematicità idrica. Essa stessa ha fatto domanda all’ufficio Idrico del posto, con il quale CVM è in contatto, per una risoluzione. 

L’intervento prevede la protezione di una sorgente, la costruzione di un serbatoio e di quattro punti di distribuzioni. Uno all’interno di una scuola con 1.000 studenti, uno a ridosso di una clinica locale e gli altri all’interno del villaggio. Questo vuol dire non solo avere acqua pulita ma anche facilitarne l’accesso.

Attualmente ad Otila Wolaris andare a prendere l’acqua vuole dire, per donne e bambini, percorrere sentieri impervi, con carichi di peso al limite delle loro possibilità. Ripetere il tutto per due o tre volte al giorno significa sottrarre tempo ad altre attività. Come l’istruzione e lo studio. Senza dimenticare che poi riporterebbero a casa dell’acqua malsana a causa della contaminazione da parte di agenti atmosferici e promiscuità con gli animali che si abbeverano dalle stesse fonti dell’uomo. La proliferazione di microorganismi fa sì che l’acqua diventi veicolo di malattie come l’amebiasi e giardiasi. Malattie che possono  condurre anche alla morte persone e bambini con fisici già debilitati.

Proteggere una sorgente di acqua potabile e costruire un acquedotto vuol dire ridurre per la comunità locale le ore per andare a prendere l’acqua; evitare di contrare malattie idrotrasmissibili; evitare rischi di incidenti o violenza durante il tragitto.

I comitati per l’acqua

Acqua Etiopia Pasqua
La comunità è riunita attorno alla fonte, per decidere la gestione del nuovo impianto.

Prima di avviare qualunque intervento e garantire il suo funzionamento nel tempo è di fondamentale importanza la formazione di un comitato per la gestione dell’impianto. Tale comitato è costituito da cinque membri, di cui almeno due devono essere donne, scelti dalla comunità. Il comitato sarà impegnato anche nella raccolta del contributo spettante alla comunità, e nel coordinamento della partecipazione della comunità in attività di scavo o reperibilità di materiale locale (sassi, sabbia). E della successiva presa in consegna dell’impianto stesso.

Esso sarà selezionato tra i beneficiari delle persone del villaggio, con una predisposizione tecnica, che diverranno gli addetti alla manutenzione dell’impianto. La selezione dovrà avvenire già nella fase preparatoria dell’intervento in modo che le persone scelte possano seguirne la costruzione e di conseguenza aver una piena conoscenza delle varie componenti. Vi sarà poi una parte di formazione frontale e pratica che mirerà a fornire ai futuri manutentori le competenze per svolgere efficacemente il proprio lavoro di piccole riparazioni.  

Per CVM è fondamentale che le comunità beneficiarie siano esse stesse fautrici del loro cambiamento. E la loro partecipazione è essenziale per la sostenibilità dell’impianto, affinché il nuovo sistema idrico non venga percepito come un dono calato dall’alto. Ma come un miglioramento, che è stato faticosamente ottenuto con la partecipazione ed il coinvolgimento di tutti. Pertanto sin dalla loro richiesta di intervento le persone del villaggio vengono coinvolte ad incoraggiate alla partecipazione.

Con il vostro aiuto, semplicemente scegliendo le uova di Pasqua del CVM, potremmo insieme “scartare” una sorpresa di speranza per Pasqua. E rendere possibile il diritto all’acqua potabile a una comunità di quattromila persone.

 

Marta Rogante – Ufficio progetti CVM

Per Pasqua, acqua in un villaggio d’Etiopia. Con CVM