Il 14 ottobre di ogni anno si festeggia in Tanzania il Nyerere Day, per celebrare la scomparsa di Julius Kambarage Nyerere, il primo Presidente della Repubblica tanzaniana, noto anche come padre della patria.

I nostri civilisti Giulia, Alberto e Alessandra, alla loro prima esperienza in Tanzania, ci raccontano di più su questa festa e sulla loro esperienza.

 

Julius Kambarage Nyerere è considerato padre fondatore della Tanzania, nonché una delle figure più importanti nella storia dell’Africa moderna. Fu il primo a creare un modello di sviluppo per il suo Paese che lo rendesse realmente indipendente dal colonialismo e che riuscisse a coniugare la modernità con la cultura africana.

Il momento più importante del Nyerere Day è l’estinzione della torcia di Uhuru, che è il simbolo dell’indipendenza e dell’Unità nazionale della Tanzania. Nel giorno festivo, i Tanzaniani ricordano le parole pronunciate da Nyerere sul significato del Tanganica come Paese libero: «Vorrei accendere una candela e metterla in cima al monte Kilimanjaro affinché illumini al di là delle nostre frontiere, dando speranza a quanti sono disperati, portando amore dove c’è odio e dignità dove prima c’era solo umiliazione

Nyerere viene definito “maestro per vocazione e politico per caso”: il suo nome viene spesso preceduto dal titolo Mwalimu, che in swahili significa “maestro”, la sua professione prima di entrare in politica. Con la dichiarazione di Arusha del 1967 diede inizio a una serie di riforme: la sua politica volle valorizzare l’agricoltura, l’istruzione per tutti, la diffusione della lingua africana che tuttora si parla in altri stati, lo Swahili e mirò a rafforzare il sentimento dell’unità nazionale lasciando da parte le differenze etniche e religiose.

 

Racconta Giulia: “Approfittando di questa festività, noi volontari in Servizio Civile presso il CVM in Tanzania siamo partite alla volta di Zanzibar. Una volta arrivati sull’isola siamo rimasti incantati dai colori e dall’atmosfera che si percepisce. Grazie alla nostra guida locale, Suleiman, abbiamo esplorato la barriera corallina al largo della piccola isola di Mnemba. È stata un’esperienza indimenticabile! Porterò sempre nel cuore il ricordo di Stone Town, la parte più autentica dell’isola. Avventurandoci nell’intreccio dei suoi vicoli, ne abbiamo approfittato per assaggiare nuovi cibi e praticare il nostro Swahili. Al nostro rientro a Bagamoyo, che è una delle due sedi di CVM Tanzania, abbiamo avuto modo di accogliere Gaia e Laura, due nuove civiliste appena arrivate in questa magnifica terra. Si prospetta un anno pieno di belle sorprese!”.

 

I ragazzi del Servizio Civile in Tanzania

 

 

 

Le civiliste in visita a Zanzibar per il Nyerere Day
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