Questa è la storia di Milian, giovane lavoratrice domestica con una straordinaria forza e voglia di vivere.

 

LA STORIA DI MILIAN, LAVORATRICE DOMESTICA ETIOPE  

Milian era piccola, ancora minorenne, quando viaggiò con suo padre fino ad Addis Abeba. Qui un intermediario le aveva procurato i documenti ed il passaporto per poter partire. Arrivarono così all’aeroporto dove salutò il papà: era molto contenta di partire, sarebbe finalmente andata a lavorare in un nuovo Paese riuscendo così ad aiutare la sua famiglia.

In Arabia Saudita rimase per un anno e due mesi. Qui lavorava come domestica per una signora, si prendeva cura della casa e di tre bambini piccoli, e presto si accorse che non era così semplice: non ha riposo, lavora giorno e notte, senza poter mai uscire di casa. La signora la trattava male, non le era concesso nemmeno di mangiare quando aveva fame e il cibo le veniva razionato.

Un giorno prese coraggio e contattò l’ente competente, lamentando le sue condizioni di lavoro, così venne trasferita in un’altra casa, ma anche qui Milian visse un’inferno. Il marito della signora per cui lavorava era violento e abusava di lei continuamente. Era disperata, ma aveva paura di dire ciò che stava vivendo. Resistete quattro mesi, in cui mise da parte 200 dollari per pagare l’agenzia che la trasferì di nuovo in un’altra casa.

Nella terza casa in cui la mandarono a lavorare Milian rimase per tre mesi, ma anche qui i datori la vedevano come un oggetto. Subì forti violenze, tanto che un giorno si ritrovò in un letto d’ospedale senza rendersi conto di essere stata in coma per quindici giorni.

Lasciato l’ospedale dopo un mese, Milian riuscì finalmente ad essere rimandata in Etiopia. Arrivò al centro di accoglienza del CVM in uno stato psicologico molto precario: aveva paura, era così chiusa da non riuscire a parlare. Lo staff si prese cura di lei aiutandola a riprendere fiducia in se stessa e negli altri.  Ci volle molto tempo, ma a poco a poco, aiutata anche dal calore e dall’affetto delle altre ragazze del centro che come lei avevano vissuto situazioni simili, Milian tornò a relazionarsi i modo spontaneo e riprese in mano la sua vita.

Oggi Milian vive ancora nel nostro centro di accoglienza, al sicuro, perché non può raggiungere la famiglia nel Tigray, zona attualmente in guerra. Frequenta un corso di formazione professionale come cuoca ed è felice di essere uscita dall’incubo che ha vissuto e poter finalmente vivere la sua vita.

 

Milian è solo una delle 362 giovani ragazze lavoratrici domestiche tornate dall’Arabia Saudita dopo essere state vittime di violenze. Puoi aiutarle a riprendere in mano la loro vita donando il 5xMille al CVM. I fondi raccolti andranno a sostenere le attività del centro e non solo, scopri di più.

 

 

IL PROGETTO DI AIUTO PER LE LAVORATRICI DOMESTICHE ETIOPI

 

 

 

La storia di Milian, lavoratrice domestica