Quando sono arrivata in Italia ero piena di rabbia, volevo scoprire di più sulla brutalità e sulla crudeltà degli italiani. Ma più ho conosciuto il vostro popolo, più vi ho voluto bene e più mi sono aperta a capire la complessità della storia.” Così l’autrice etiope-americana Maaza Mengiste presenta il suo nuovo libro “Il re ombra” edito da Enaudi, un romanzo in cui riporta alla luce la storia del passato coloniale della sua terra, l’Etiopia, al tempo dell’invasione fascista: una storia di oppressione e brutalità, una guerra combattuta da donne guerriere e partigiani, una storia seppellita da 75 anni di oblio.

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Maaza, oggi docente di letteratura all’Università di New York, nell’allora 1974, all’età di quattro anni, fugge con la sua famiglia all’estero. La scrittura è stata veicolata anche dalla sua storia familiare: quella guerra si è portata via il fratello del padre e altri cugini, ha visto la sua stessa bisnonna arruolata nell’esercito etiope.  Il rancore e l’odio nei confronti degli italiani l’accompagnerà per lungo tempo, fino a quando, durante un soggiorno in Italia, comprende che quel conflitto aveva distrutto allo stesso modo famiglie etiopi ed italiane e che il dolore di chi piangeva i propri caduti era in fondo lo stesso, incommensurabile e inobliabile.

Eppure è un passato che è stato dimenticato. Si è dimenticata la crudeltà di quella guerra, l’uso di gas e i campi di concentramento da parte degli italiani, si sono dimenticate le donne soldato arruolate nell’esercito etiope, si sono dimenticati i soldati italiani che hanno combattuto al fianco degli Arbegnuoc, i partigiani etiopi.

 

Il re ombra” vuole restituire un volto e un nome, una voce e una memoria storica ai protagonisti di quell’epoca, come a ricordare ad un popolo ancora oggi diviso e senza pace che c’è stato un tempo in cui esso ha saputo essere unito e conquistare la propria indipendenza.

Laura Vallesi

 

 

“Il re Ombra”, il nuovo libro di Maaza Mengiste
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