Un giovane uomo dello Sprar nella zona di Fermo. L’inserimento sociale è fra i punti centrali del progetto “Sconfinamenti” (foto Ennio Brilli).

In una casa del centro storico di Porto San Giorgio abitano Fasoun, Malang, Samba ed altri tre ragazzi. Nella via parallela e nelle zone circostanti, si trovano gli appartamenti di Amina, Sahra e tutti gli altri beneficiari del progetto SPRAR Sconfinamenti. Tutti alle spalle hanno un viaggio attraverso il mar Mediterraneo a bordo di un barcone malmesso, dopo un lungo percorso attraverso diversi Stati africani. Vengono dal Mali, dal Gambia, dalla Somalia, dal Senegal e da altri paesi martoriati da guerre e fame. Hanno lasciato nel proprio villaggio famiglia ed amici, certi di poter trovare un futuro dignitoso, fatto di lavoro e sicurezza al “Nord”, per se stessi e per chi rimane nel paese di origine.

Il progetto Sprar

Sono sedici in tutto i ragazzi accolti nel progetto SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), il cui titolare è il Comune di Porto San Giorgio. Il CVM, insieme alla cooperativa Res, è uno dei due enti gestori. La nostra comunità ha deciso di concretizzare anche sul territorio fermano gli ideali di quasi 40 anni di cooperazione e vicinanza ai più vulnerabili. In una logica glocale e integrata. Non solo progetti in Africa quindi, ma anche sostegno agli africani nel nostro Paese, per favorire il loro percorso di inclusione sociale.

Corsi per rifugiati e richiedenti asilo

Il processo di inserimento curato da CVM con Res parte dall’alfabetizzazione e dallo studio dell’italiano con corsi di lingua giornalieri, ma passa anche attraverso corsi di formazione professionale, con lo scopo di imparare un mestiere e trovare un lavoro al termine del progetto, che ha una durata prevista di sei mesi. Ad oggi, tra gli altri, sono stati organizzati corsi di taglio e cucito, di panificazione e di agricoltura sociale. Percorsi volti a “(ri)acquistare la percezione del proprio valore, delle proprie potenzialità ed opportunità” e affrontare la vita in maniera autonoma per rifugiati e richiedenti asilo.

Passo dopo passo, gli operatori del progetto accompagnano i beneficiari in tutte le procedure legali necessarie per il riconoscimento di protezione internazionale, si occupano della loro assistenza sanitaria e del loro inserimento sociale nel territorio; anche con iniziative come “indovina chi viene a cena”, che vede i diversi utenti trascorrere una ” tipica cena italiana” a casa di una famiglia sangiorgese, una volta al mese a partire da marzo 2017.

Tutti possiamo fare la nostra parte, tendendo la nostra mano a chi si ritrova solo. Il CVM ha deciso da che parte stare: anche in questo caso al fianco di chi soffre.

Silvia Ottaviani – Progetto Sprar “Sconfinamenti” CVM

 

 

Assieme a rifugiati e richiedenti asilo, col progetto Sprar