Le 9 storie che vi raccontiamo sono state selezionate per essere all’interno della mostra itinerante CVM inaugurata l’8 marzo 2018, dal titolo “Domestic workers: una schiavitù moderna” che si snoda sui temi focali dell’attività che CVM da anni porta avanti per arrivare ad aiutare donne e bambine-schiave.

 

E’ un universo invisibile, quello della schiavitù femminile in Etiopia e Tanzania.
#Emancipazione

KURUTHUMU 25 anni. Una di tre figli di contadini. Lasciò casa a 22 anni per aiutare economicamente la famiglia. A quell’età le persone sono assunte per i lavori domestici come badare ai bambini o agli anziani, aiutare il suo datore di lavoro nelle attività di lavorazione e pulizia del pesce. Lei è presidente di DWA – Domestic Workers Association creata da CVM e afferma che questa esperienza le ha dato la sicurezza di chiedere al suo datore di lavoro un aumento di salario di 60 scellini. Guadagna quindi 27 euro al mese e le sue ore lavorative sono state ridotte da 12 a 9 al giorno. Può tornare dalla sua famiglia quando i suoi datori di lavoro sono a casa a badare ai loro bambini. Kuruthumu non vive insieme ai suoi capi ma mangia insieme a loro durante le ore lavorative. Ora sta per intraprendere un corso per diventare parrucchiera ed essere indipendente. 

 

SIWEMA 26 anni. La storia di una delle tante bambine che vengono trasferite quando i genitori si separano o muoiono. Quando aveva 9 anni, i genitori si lasciarono. Lei visse con suo zio ma il suo matrimonio fallì, quindi si trasferì in un’altra zona con lui e una donna più anziana. Lo spostamento a un’altra famiglia a 10 anni le impedì di frequentare la scuola, dato che veniva trattata duramente dalla compagna dello zio e doveva badare ai bambini o lavorare in campagna. Suo zio lasciò la moglie e portò Siwema con lui, ma morì poco dopo. La ragazza tornò da suo padre ma anche quest’ultimo morì. Trovò lavoro a Dar es Salaam per un anno, dove però non veniva pagata. Ne cercò un altro da sola a Bagamayo, dove è stata per gli ultimi 10 anni. Viene pagata 18 euro al mese. Inizia alle 6 di mattina e finisce alle 14: pulisce, cucina e bada ai bambini. Siwema torna a casa la sera per preparare la cena. Non ha un contratto e ha frequentato solo 3 anni di scuola primaria.
Con CVM Siwema entrò a far parte dell’associazione lavoratori domestici dove venne a conoscenza dei suoi diritti umani e legali e della possibilità di avere un contratto come domestica. Lei ha stretto amicizie e insieme hanno ascoltato e condiviso le loro esperienze personali. Ora consapevoli delle proprie possibilità, stanno organizzando, come gruppo, un modo per creare nuovi profitti per loro stesse. Sogna una vita indipendente, spera di sposarsi e avere una famiglia.

 

 

Una schiavitù senza catene che solo in Tanzania si stima riguardi oltre 1 Milione tra donne e bambine
#Dignità

MWANAIDI 22 anni. Arrivò a Bagamoyo nel 2015 per lavorare come domestica. Ha quattro fratelli e ha completato i 7 anni di scuola primaria, senza però continuare gli studi nella scuola secondaria. Dopo alcuni problemi di famiglia, suo padre la cacciò. Fu accolta da uno zio che la iscrisse a scuola ma si ammalò e non potè più pagare le tasse scolastiche, quindi Mwanaidi trovò lavoro come domestica.
Inizialmente guadagnava 20 scellini, ovvero 9 euro al mese, ma CVM l’ha aiutata a negoziare un aumento. Ora guadagna 13,50 euro al mese e ha delle ore libere dal lavoro per imparare le tecniche di cucito. Il suo datore di lavoro le ha fornito una stanza privata e le procura il cibo. Mwanaidi aspira a diventare una sarta e afferma che il suo capo la supporta nell’ottenimento della sua indipendenza.

 

GLORY – 13 anni. Da Arusha. Ha frequentato la scuola primaria senza concluderla perchè la sua famiglia non poteva permettersi di pagare i suoi studi. Sua madre era molto giovane quando si sposò, divorziò e si risposò nuovamente. Successivamente il nonno di Glory si occupò di lei ma non la fece andare a scuola.
Un uomo che già conosceva la madre di Glory cercava una domestica, egli provvide alla ragazza facendola lavorare dall’età di 10 anni. Le ha dato poi la possibilità di tornare a scuola e ora Glory sta per completare la scuola primaria. Glory lavora fuori dall’orario scolastico.

Aiuta oggi una bambina a riconquistare la sua infanzia e a crescere come una donna libera

Storie di donne e bambine schiave