CVM presenta: Shebbab Met Project | I VERYFERICI

Le periferie del mondo, questo l’argomento della ricerca del gruppo teatrale Shebbab Met Project che sarà presente Domenica 27 Maggio a Villa Baruchello in occasione dell’Assemblea Ordinaria dei Soci CVM. Vincitori del “Premio Scenario per Ustica” 2017, vengono dalle periferie, da svariate periferie del mondo, da quella di Casablanca a quelle francesi, da quelle di grandi città sotto il Sahara a quelle di Bucarest, a quelle del Sud Italia. Hanno qualcosa in comune le periferie del mondo? È uno spazio fisico che, se abbandonato, ti lasci alle spalle? Oppure è una condizione dell’anima, che non ti lascia mai? Ci sono le stesse dinamiche in ogni periferia? Oppure ognuna fa storia a sé? È un caso che si siano trovati, che si siano annusati, che si siano piaciuti? Oppure si sono riconosciuti come fratelli, cresciuti tutti in strada, in mezzo agli squallidi palazzoni di cemento della stessa grande periferia-mondo? Ed ora, tagliati via dalle nostre periferie, si ritrovano qua, insieme, ancora in un’altra periferia. Forse la periferia ci segue. Forse non la abbandoni mai.
Hanno così ripensato ai luoghi da cui provenono.

Hanno condotto interviste con persone che continuano ad abitarvi, nelle banlieues di Parigi, nella Barca di Bologna, nel ghetto di Rignano. 
Poi hanno deciso di trasformarle in una drammaturgia che tenesse conto dei linguaggi che nascono da quelle parti: la musica, la street art, la danza, l’hip hop, il rap… e così è venuta in mente l’idea di trasformare la nostra indagine in una specie di disco.

Quanti tra i ragazzi che abbiamo incontrato sognano di andarsene divenendo dei dj o dei cantanti famosi? Quanti sognano così di uscirne, di cambiare la loro vita? E noi stessi, forse, non lo stiamo sognando anche adesso, scrivendo queste righe?
Ma il disco gira e non è detto che dal solco del vinile si riesca a uscire. Forse solo graffiandolo si esce da solco, forse la puntina salta e la canzone non finisce, e lo scracth, in fondo, cosa è se non un tornare indietro, forse un inciampo nell’andamento, la canzone potrebbe anche non finire mail quando si scratcha, e allora, ci viene da chiederci, ce la faremo mai a fare il nostro disco, a dare vita al nostro project, a mettere su la nostra band?
Oppure vincerà la periferia?
Se lo scratch fosse il nostro destino, e ad ogni passo in avanti corrispondesse un tornare indietro?
Noi siamo i veryferici. Cosa vuol dire? Non lo sappiamo, ma lo vedremo”.

Partecipa all’evento su FacebookScarica la locandina

Spettacolo teatrale: i Veryferici