Cosa spinge una ragazza giovanissima, nata e cresciuta nella capitale, laureatasi a pieni voti in una delle più prestigiose università del paese a decidere di fare un’esperienza come volontaria nel sud, in un’area estremamente difficile e complessa dal punto di vista antropico, dove i servizi e le comodità sono praticamente inesistenti, e dove a lungo ci sono state forti tensione politiche che hanno diviso la comunità?

Eʹ una storia comune a tante altre giovani donne in carriera del nostro tempo, ma lei è Selam, ingegnere, dapprima volontaria e ora water technician del CVM a Sawla dove da cinque mesi si è trasferita da Addis Ababa conducendo le attività del progetto COMMUNITY BASED WATER SUPPLY AND SANITATION PROJECT IN SNNPRS.

Ho conosciuto Selam nell’ufficio CVM di Addis Ababa quando è venuta a proporre la sua candidatura, sorridente, gentile e sicura di sé, con lo stesso sorriso sotto il cappello parasole e la stessa determinazione impressa nelle maniche arrotolate e negli scarponcini tutti sporchi di terra. L’ho reincontrata nei pressi della fonte di Dormale a metà gennaio tra la polvere dello scavo e poi ancora nei pressi della costruzione della cisterna agli inizi di febbraio, quasi a rappresentare quanto il suo percorso sia oramai in discesa. Le ripeto sempre “cosa oramai può spaventarti amica mia dopo quello che hai fatto qui?”.

Prendere parte nell’esecuzione del progetto di Dormale non ha solo rappresentato una prima esperienza professionale, quando ti trovi ad accettare di tutto pur di iniziare a lavorare dopo la laurea e “fare curriculum”, quella di Selam è stata una precisa scelta, andare nel Sud dell’Etiopia e lavorare a un progetto di sviluppo al gravity di Dormale, che in ufficio abbiamo ribattezzato “il gravity di Selam”.

Ha stupito i nostri ospiti durante i viaggi di monitoraggio per la sua competenza e cortesia e per il solo fatto di essere lì a coadiuvare l’attività dei nostri altri due ingegneri. E l’ingegneria in Etiopia, specie in queste aree, significa fare i conti con estreme difficoltà di trasporto del materiale, spesso affidate alla forza delle braccia, alla fatica e all’urgenza di rendere accessibile l’acqua a migliaia di persone, 2800 nel caso specifico di Dormale.

Se per noi le storie di successo delle giovani donne sono allʹordine del giorno, non sono così scontate soprattutto per le comunità rurali dell’Etiopia. Selam non è la donna bianca che giunge sul campo a supervisionare e monitorare l’andamento dei lavori, ma è una giovane donna etiope il cui lavoro ha un’importanza fondamentale, difficile da comprendere talvolta, per la popolazione. Complice, infatti, il suo colore della pelle ambrato mettono in continuazione in dubbio la sua provenienza etiopica, pensano infatti sia “americana”, ma anche dare prova della conoscenza dell’amhàrico talvolta non è sufficiente, perché in Gamo Gofa la maggior parte dei membri delle comunità non parlano amhàrico. Lei ha dovuto impararlo per poter comunicare con i membri della comunità specie con quanti prendono parte ai lavori di realizzazione del progetto. Questo mi ha particolarmente colpito, la naturalezza con cui è riuscita a guadagnarsi il rispetto della comunità di soli uomini non solo da donna, ma da giovane donna, da ragazza, gestire il lavoro di muratori e tecnici con pazienza, diligenza, senza imporsi, senza protagonismi, ma mettendosi a loro fianco insegnando e imparando da loro. “Itʹs hard here, but I work with my people and Iʹm happy” ci dice (E’ dura qui, ma lavoro con il mio popolo e sono felice).

Ogni volta che le chiedo come sta è questa la sua risposta che perfettamente racchiude la sua esperienza, che nel caso del CVM per quanto unica non è rara, tutto quello che viene realizzato nel corso dei nostri progetti dallʹAmhara alle Souther Nation è reso possibile dal lavoro e dalla dedizione di quarantacinque etiopi che si impegnano ogni giorno per cambiare le sorti del loro paese e la vita delle loro persone; la mia/la nostra Selam, ne è di certo la punta di diamante.

Valentina Acquafredda – CVM Ethiopia

Selam: la giovane ingegnere ai confini del mondo