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L'educazione e' la risorsa di ogni popolo, l'unica di tutti.
Occorre formare gli insegnanti con tale consapevolezza.
"Qualsiasi siano i traguardi che il nostro sistema scolastico si prefigge di raggiungere, è necessario che alla base ci sia lo sforzo di creare una generazione che non solo abbia una buona istruzione a livello accademico, ma che abbia anche sviluppato un alto senso della morale e dell'appartenenza non solo alla propria nazione ma al mondo intero"
"L'istruzione gioca un ruolo fondamentale nel mettere in guardia i giovani nei confronti del mondo complesso in cui vivono e delle pressioni che ricevono da ogni parte. Le iniziative nel settore dell'istruzione dovrebbero contribuire a rendere ogni cittadino ben informato e attivo a livello locale, nazionale e globale."
Studenti e insegnanti possono diventare cittadini del mondo attivi e lavorare verso un futuro più sostenibile ed equo:
Una visione simile di cosmopolitismo significa:
Gli insegnanti, ora e negli anni prossimi, si devono assumere la responsabilità di dare al proprio lavoro una prospettiva globale. In particolare durante il percorso della loro formazione dovrebbero ricevere le informazioni su come farlo. Per quelli in servizio da tempo, parimenti, si auspica un adeguato lavoro di adattamento ai tempi.
I nuovi insegnanti infatti, come educatori e formatori di oggi, dovrebbero:
· essere incoraggiati ad esplorare e comprendere le questioni relative al cosmopolitismo come parte del loro curriculum di studi e di formazione;
· ricevere informazioni su come tradurre i loro interessi per le questioni del cosmopolitismo in lavoro pratico ed efficace da svolgere in classe;
· sperimentare una gamma di approcci e strategie di apprendimento attivo che contribuiscano ad un cosmopolitismo attivo;
· ricevere insegnamenti circa l'importanza di una base di valori che rispetti la diversità e la comprensione interculturale;
· essere incoraggiati a riconoscere che lo sviluppo e il perfezionamento della loro comprensione del cosmopolitismo sono obbiettivi adeguati per uno sviluppo professionale continuo.
I formatori degli insegnati potrebbero indirizzarsi verso queste finalità facendo in modo che:
- Vengano messi nero su bianco di modelli e proposte formative ministeriali, in aggiunta a quanto previsto, nei quali si faccia riferimento al cosmopolitismo attivo.
I nuovi insegnanti (di tutte le materie) saranno in grado, ad esempio, di:
· articolare il loro contributo alla crescita spirituale, morale, sociale e culturale degli alunni
· partecipare attivamente alla creazione del proprio contributo al cosmopolitismo attivo
· sviluppare la loro pratica di apprendimento attivo che vada ad abbracciare modelli di partecipazione democratica favorendo così l'autonomia e la responsabilità degli studenti
· dimostrare il proprio ruolo nell'aiutare gli studenti a comprendere meglio i contesti sociali, politici, economici ed ambientali in cui vivono
· riconoscere ed apprezzare il bagaglio formativo di tutti gli studenti
- I criteri di valutazione del lavoro accademico riconoscano l'importanza delle abilità critiche
- Tutti i formatori e le scuole si assumano la responsabilità di educare ai valori spirituali, morali, sociali e culturali come parte del loro ruolo educativo
- L'organizzazione dei programmi scolastici offra la possibilità di collegamenti interdisciplinari e lavoro tematico su questioni relative al cosmopolitismo attivo, come ad esempio la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile.
- Venga usata una serie di metodologie per svolgere i programmi scolastici, ad esempio in forma di apprendimento collaborativo, scrittura riflessiva, ricerca sul campo e inchieste fra coetanei.
- Venga dedicato del tempo per lo sviluppo dei formatori stessi in modo da analizzare le conoscenze, le abilità e i valori essenziali al raggiungimento del cosmopolitismo attivo attraverso il sistema educativo.
- Gli educatori si impegnino ad un pieno coinvolgimento delle scuole facenti parte del progetto nel comprendere e sostenere l'educazione ad un cosmopolitismo attivo.
- I corsi di laurea o alcune delle loro materie di studio includano un'attenzione particolare al cosmopolitismo attivo.
Il contesto:
Poter immaginare un mondo in cui ci siano pace, giustizia, uguaglianza e uguali opportunità per sviluppare le proprie potenzialità è la base del cosmopolitismo attivo.
Creare un mondo di questo tipo richiede sicuramente grossi sforzi. I formatori degli insegnanti si assumono la responsabilità di garantire che gli insegnanti di domani abbiano gli strumenti adeguati per comprendere le problematiche da affrontare nella nostra società globale e che abbiano la possibilità e la motivazione per promuovere un mondo più giusto e sostenibile con i loro studenti. Per usare le parole di Michael Barber, "Se l'etica degli insegnanti non promuove la comprensione del mondo, chi altro può farlo? Se gli insegnanti non sono loro stessi i primi a diventare cittadini del mondo, chi può diventarlo? (The Learning Game, 1997)
La globalizzazione ha modificato la vita di tutti gli abitanti del pianeta attraverso il commercio, la finanza, la cultura, le comunicazioni e la tecnologia. Alcuni dei suoi effetti negativi si riscontrano nei modelli di occupazione, nel degrado ambientale, nei conflitti interni e in una crescente diseguaglianza fra le nazioni e perfino al loro interno. Contemporaneamente, la globalizzazione offre ineguagliate opportunità di comunicazione e comprensione fra le comunità e i paesi, che siano essi ricchi o poveri, industrializzati o rurali, del Nord o del Sud del mondo.
Nel vertice per lo stato del pianeta tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992, quasi tutti i governi del mondo hanno sottoscritto una serie di principi sullo sviluppo sostenibile a cui è stato dato il nome di "Agenda 21". Il concetto centrale di questo programma è l'impegno all'interno della formazione allo scopo di raggiungere, il più presto possibile, una consapevolezza ambientale e di sviluppo in tutti i settori della società su scala mondiale.
L'indagine svolta in Gran Bretagna dal MORI dal titolo "Conoscenza delle problematiche globali da parte dei bambini" (1998) ha rivelato che la maggior parte dei giovani intervistati crede sia importante ricevere informazioni sulle problematiche globali all'interno della scuola e che sia necessario capire le questioni globali per fare scelte sul modo di condurre la propria vita futura.
Il Libro Bianco del DFID "Eliminare la povertà nel mondo" (1997) ha dichiarato che i bambini dovrebbero ricevere all'interno della scuola informazioni sulle questioni riguardanti lo sviluppo. Alla base delle revisioni dei programmi scolastici per il 2000 ci sarà il riconoscimento di una maggiore enfasi sulla "preparazione alla vita adulta", compresa la comprensione del mondo in senso più ampio e dei principi dello sviluppo sostenibile. Al centro di tutto questo ci sarà una nuova enfasi sul cosmopolitismo e l'Associazione per l'Educazione allo Sviluppo crede che una parte integrante dell'essere cosmopoliti attivi sia il considerarsi parte di una società globale.
Le prospettive globali sono fondamentali per innalzare gli standard. Il programma quadro dell'OFSTED del 1996 richiede l'analisi dello sviluppo spirituale, morale, sociale e culturale degli studenti, e raccomanda che dovrebbero essere espressi dei giudizi sulla misura in cui le scuole "incoraggiano gli studenti a relazionarsi positivamente con gli altri, ad assumersi le loro responsabilità, a partecipare alla vita comune e a sviluppare una consapevolezza del cosmopolitismo."
Il concetto di cosmopolitismo attivo deve anche includere una esplicita dimensione globale e vuole rispondere ai bisogni del XXI secolo in maniera efficace. Per il bene comune, sia che siamo formatori di insegnanti, insegnanti o studenti, dobbiamo sapere come funzionano le società, in che modo possiamo partecipare e impegnarci per una giustizia e uguaglianza sociale universale. Tutto questo non dovrebbe essere visto come un fardello aggiuntivo, piuttosto come un obbiettivo fondamentale di ogni programma formativo. Il professor David Hicks dell'University College di Bath Spa ha sottolineato, in occasione della conferenza del DEA e dell'Institute of Education tenutasi nel 1997, che un tale tipo di istruzione dovrebbe costituire lo spirito alla base di ogni classe, scuola o corso di formazione per insegnanti, promuovendo quindi "uno spirito di speranza che riconosca a pieno i diritti e le responsabilità delle generazioni presenti e future."
L'Associazione per l'Educazione allo Sviluppo è un organismo nazionale che raccoglie altre realtà e il cui scopo è la promozione dell'educazione allo sviluppo in Inghilterra. L'associazione conta fra i suoi soci oltre 250 organizzazioni che rappresentano tutti i settori dell'Educazione. Pubblica un bollettino mensile, una rivista di discussione tre volte l'anno e una serie di materiali e pubblicazioni specialistiche. L'Associazione ha una serie di progetti e attività legate a molti settori dell'educazione che si concentrano principalmente su come una visione globale possa diventare parte integrante della politica e della pratica all'interno dell'educazione.

5 PER MILLE 2010 - Codice Fiscale 0 0 3 1 6 1 4 0 4 3 3
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L'ambiente e uso corretto e responsabile della risorsa Acqua.
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Il 23 maggio 2010 presso la Villa comunale di Chieti dalle 10.00 alle 22.00..
CORSO PER L’INSEGNAMENTO DELL’ITALIANO L2
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