Dieci milioni e mezzo sono all’incirca le persone colpite dalla carestia che in questi mesi si è abbattuta nel sud est e sud ovest dell’Etiopia, così come a macchia di leopardo in altre regioni del Paese.

CVM è presente in alcune delle zone colpite dalla carestia. In tre rewgioni dell’East Gojjam: Enebsie Sar Midir, Enarj Enauya e Shebel Berenta. E le foto vengono proprio da queste zone, sono state scattate dai cooperanti impegnati in quelle aree. Qui si lavora per proteggere i soggetti più a rischio, i bambini, gli orfani e le donne. Proprio queste ultime, solitamente dedite alle faccende domestiche, al bestiame e alla preparazione di cibi, in assenza totale di acqua si trovano costrette a lunghi spostamenti, che spesso risultano vere e proprie migrazioni. Recentemente è in corso la stesura di una nuova proposta progettuale il cui obiettivo è proprio quello di contenere l’abbandono delle terre, andando a creare indirettamente condizioni migliori di vita e soluzioni lavorative nel luogo di origine.

Intanto, due milioni di persone sono totalmente senz’acqua, altri due presentano livelli acuti di malnutrizione. Le vittime che necessitano di cure mediche d’emergenza sono quasi quattro milioni e quasi un milione sono gli sfollati che cercano un luogo migliore dove vivere.

Due milioni di persone hanno bisogno di supporto in agricoltura, soprattutto riguardo la distribuzione di sementi e la severa denutrizione del bestiame, che costituisce per gli etiopi l’unica forma di proprietà e ricchezza.

Sono sempre più gli sfollati che stanno abbandonato le zone senza più acqua, alla ricerca di salvezza nelle grandi città dove non trovano né aiuti né un tetto per dormire. Siamo di fronte a una ondata di nuovi profughi climatici.

 

La siccità che asseta l'Etiopia

La siccità che asseta l’Etiopia | Le nostre foto