In questo assordante “vociare” sugli immigrati, che agisce, anche inconsapevolmente nell’immaginario collettivo generale, abbiamo sentito il bisogno di raccontare, seppure in poche righe, l’incontro con questo “altro”, dipinto come la quintessenza di tutti i mali possibili, imputabili ad un essere umano.

Circa 15 anni orsono, l’Amministrazione Comunale di P. S. Giorgio, ha accolto l’istanza che proveniva dal CVM ed ha messo a disposizione una parte dei locali di via delle Regioni, per aprire un Centro Interculturale. Moltissime le attività e i corsi di in-formazione espletati in questo lasso di tempo. A titolo puramente esemplificativo, ne menziono alcuni, quali:

  • i corsi per animatori, educatori e mediatori interculturali;
  • i percorsi per le donne di diversa nazionalità per attivare gruppi di auto-mutuo-aiuto;
  • gli incontri con gli scrittori migranti;
  • la formazione sui dispositivi e le modalità di accoglienza degli alunni dei diversi ordini di scuola;
  • il cinema come forma di viaggio nell’interculturalità;
  • la ricerca sulla generazione seconda, con conseguente presentazione della stessa e confronto sulla tematica;
  • la formazione sull’approccio transculturale;
  • l’etnopsicoterapia come modalità per affrontare il disagio connesso alla migrazione;
  • la formazione di docenti e facilitatori linguistici sull’insegnamento dell’italiano L2.

Per quanto concerne quest’ultima attività, dopo aver effettuato, con cadenza biennale, corsi rivolti ai docenti, che operano nei diversi ordini di scuola, la scelta degli ultimi anni è caduta sulla formazione per l’insegnamento ad adulti, con particolare attenzione agli analfabeti totali o analfabeti funzionali.

Con l’espressione del partneriato nel progetto SPRAR Sconfinamenti, voluto dall’Amministrazione Comunale e gestito, come ente capofila, dalla Cooperativa Sociale Agenzia Res, è stato costituito un gruppo composto da insegnanti volontari, principalmente in pensione, per rispondere alla domanda di formazione di italiano dei ragazzi degli SPRAR. Il gruppo ha visto circa 15 docenti, che dopo aver proceduto con una formazione, ha preso in carico un gruppo omogeneo di allievi. Il riferimento per la definizione del livello dei gruppi è il Quadro Comune Europeo, pertanto i percorsi prevedono i livelli A1, A2 e B1; altri due gruppi riguardano i migranti con nulla o scarsa alfabetizzazione nella lingua madre. Parallelamente, altri volontari accompagnano i ragazzi e le ragazze iscritte alla terza media e alla scuola guida per conseguire la patente.

I “nigeriani”, “senegalesi”, “gambiani”….hanno un volto, un nome e soprattutto tantissima voglia di apprendere la lingua e la cultura italiana per poter “integrarsi” nel miglior modo possibile. Spesso, durante le lezioni, dopo aver instaurato un rapporto di fiducia, esprimono i mille sentimenti che agitano il loro animo: la paura per ogni forma di razzismo e discriminazione; l’angoscia per l’incognita rappresentata dal futuro; il desiderio di avere modo e possibilità per farsi conoscere; l’auspicio di poter coltivare rapporti amicali con italiani, per meglio conoscere il contesto e rispettarlo…

E’ così straordinario l’incontro con “l’altro” quando il colore della pelle, la forma degli occhi non esiste più, che le parole non sono sufficienti ad esprimerlo in tutta la sua valenza e ricchezza.

Mohamed, dopo aver vissuto momenti di angoscia e paura, a seguito dei fatti di Macerata, qualche giorno orsono, si è espresso così: “Non voglio più pensare agli atteggiamenti razzisti ed avere paura, devo pensare a tutte le persone che mi hanno accolto e mi rispettano come persona, per pensare ad un futuro difficile, ma positivo.

Mina Viscione – Volontaria CVM


La testimonianza di Fasoun, Mahamadou, Camara e Kade (vedi foto) scritta in perfetto italiano per tutti gli amici di CVM:

Vogliamo ringraziare CVM per averci aiutato ad integrarci più facilmente nella società italiana. E poi per averci permesso di seguire le lezioni di italiano, inglese e matematica. Ci siamo sentiti come in una famiglia, bene accolti ed integrati.”

Incontro con l’ “altro”
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