Da marzo 2019 8 ragazzi del servizio civile iniziano il loro nuovo percorso con CVM. Un anno insieme per vivere l’opportunità di una grande esperienza personale e professionale. Quest’anno la particolarità sarà avere ragazzi italiani in Africa e i ragazzi africani in Italia. Mondi che si conosceranno, si riconosceranno e dialogheranno. 

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare in anteprima i 3 ragazzi africani per capire insieme prospettive, aspettative, sogni, ma anche comprenderne la loro storia, il loro percorso e anche le loro preoccupazioni.

Si chiamano Abdoulje (22), Fasoun (21) e Kebba (22 anni). Sono ragazzi e vengono rispettivamente dal Mali e dal Gambia. Sono in Italia da 2 / 3 anni e oggi vivono a Porto San Giorgio/Fermo.

Arrivano puntuali nella sede CVM e con un bel sorriso si capisce subito che dalla chiacchierata vogliono comunque capire, imparare, comprendere di più di questa Italia così controversa, comprenderne il linguaggio, il dialetto, i modi di dire e le usanze. Capiamo subito che non c’è retorica nel loro modo di fare, sono diretti, trasparenti e con il loro attuale percorso di studi per la 3° media, aspirano a crescere. Probabilmente proprio come ogni ragazzo italiano di quell’età vorrebbe. In realtà li vediamo con tanta voglia ed esperienza in più.

Alla domanda “Perché avete scelto l’Italia?” la risposta è la stessa per tutti e tre: “Non si può scegliere quando si scappa dalla violenza, dalle guerre, dal pericolo”. Hanno lasciato le loro famiglie per arrivare dopo circa un anno di viaggio, in Sicilia. Il passaggio obbligato in Libia viene appena accennato, si capisce solo che non ne vogliono parlare. “Il viaggio nel barcone”? Cerchiamo di capire di più di quell’esperienza ma poi in fondo a quegli occhi giovani leggiamo storie non dette, dolori così profondi che per ora è meglio non approfondire. Kebba con un perfetto accento fermano ed il suo sorriso amaro ci stoppa subito con un “Uhh mamma mia il viaggio..”.

Oggi studiano, imparano ad usare il pc, ascoltano la nostra musica, fanno sport, lavorano, vedono i film italiani (Abdoulje ci dice che è un grande appassionato dei film comici di Lino Banfi) e tutti in fondo hanno un sogno, poter vivere senza l’incubo delle violenze, nella sicurezza di diritti umani fondamentali, farsi una famiglia, crescere con una persona, come dicono loro “giusta” al proprio fianco. Hanno le idee chiare, come è chiaro che al momento però si sentono ancora stranieri. Ci raccontano infatti di atteggiamenti, di sguardi nei luoghi pubblici, di saluti non ricambiati, poi di insinuazioni, di parole dette fino a gesti giornalieri che fanno male.

 Abituarsi a questo non è difficile. Più difficile pensare di abituarsi a perdere giorno dopo giorno quel sogno e quella scintilla che invece può diventare motore per una società, come quella italiana, che purtroppo invecchia inesorabilmente. Questo no, non se lo possono permettere. Non ce lo possiamo permettere.

Sono solo 3 storie. 3 percorsi che condivideremo con CVM in Italia per tutto il 2019. Li sentiamo già parte della nostra famiglia proprio come i nostri ragazzi in Tanzania: Enerlida, Francesco, Laura e Silvia.  

Sono mondi che si incontrano, mondi che insieme, possono farcela.

Ne siamo convinti.

Fabrizio Farinelli

Incontro di mondi