Oltre la metà delle lavoratrici domestiche in Italia lavora senza un contratto regolare. Il 75% degli addetti sono donne, straniere e provengono in gran parte dai paesi dell’Est Europa. Il dato è emerso nel corso del convegno promosso dal Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) e svoltosi a Roma, nella sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL). Luciana Mastrocola della Filcams CGIL, ha specificato che le lavoratrici, straniere o italiane che siano, non godono in Italia della piena tutela dei diritti sociali riconosciuti alla generalità delle altre categorie professionali, e manca il riconoscimento sociale del loro lavoro, che oggi è diventato indispensabile in quanto sopperisce alle carenze del sistema sanitario e previdenziale italiano.

Luciana Mastrocola di Filcams Nazionale ha presentato un breve film sulla storia di una badante,intitolato: “The other half in light” che racconta le condizioni di lavoro, il contratto collettivo di settore e la relativa proroga. CVM lotta ogni giorno in Etiopia e Tanzania per portare diritti e tutela delle lavoratrici domestiche, che purtroppo lavorano senza diritti.

Il 24 e 25 Novembre si è tenuto invece a Roma, presso CasAcli in vicolo del Conte 2, la XIXesima Assemblea Nazionaledelle Acli Colf, dal titolo
“Diritti,dignità, eguaglianza nel lavoro domestico e di cura: a che punto siamo?” che ha affrontato alcune questioni cruciali sulle lavoratrici domestiche e le problematiche relative all’assistenza alla persona. 

 

Il lavoro domestico in Italia