"CON I POVERI" E NON "PER I POVERI" 

La prima parola chiave per l’esistenza del nostro organismo sono “i poveri”. Alla base del nostro operare c’è il desiderio di lottare contro le tante forme di povertà, a partire dalla povertà economica. Vogliamo lottare contro forme di vita disumana, operare perché il grido dei poveri venga ascoltato dai “potenti di turno”. Mosè, Gesù, Francesco, Gandi, Martin Luter King e tanti altri sono i nostri punti di riferimento.

 

 

DSCN4968 (640x480)

 

Per far questo dobbiamo “imparare a condividere la stessa vita dei poveri cambiando le nostre abitudini e il nostro stile di vita e di lavoro”: qui si gioca la credibilità del nostro organismo e del nostro operare. Dobbiamo imparare a non “abbagliare” i poveri con la potenza dei mezzi messi in campo per risolvere i problemi, ma sforzarci di cercare stili ed approcci semplici, economici, efficaci, per ridare speranza ai poveri e confidenza nelle loro potenzialità. Un vero percorso di liberazione, oltre che eliminare i bisogni materiali, deve liberare il povero anche dalla sensazione di inferiorità ed impotenza. Il nostro modo di vivere deve essere consistente con questa scelta.

I cambiamenti non sono mai il risultato di grandi investimenti economici, ma il frutto di tante risorse umane, che creano nuovi rapporti tra i singoli e tra i popoli, dove le persone sono chiamate a vivere in dignità e a collaborare tra loro per lo sviluppo integrale dell’uomo.

 

CVM