Da un punto di vista legale in Etiopia, «la parità dei diritti tra uomo e donna in ogni sfera della vita pubblica e privata» è costituzionalmente garantita. La Carta del 1995 garantisce inoltre alla donna il diritto alla proprietà e l’accesso ai servizi sanitari per la salvaguardia della salute riproduttiva. A livello internazionale, il Paese ha ratificato la più importante Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne – CEDAW – ed è impegnato nel raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo del Millennio (MDG) Numero 3, relativo al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e al rafforzamento del ruolo della donna.

Istruzione, salari, ruoli nella società. La strada per la parità di genere  è ancora lunga. 

La maratona delle ragazze, nella Giornata internazionale della donna.

Guardando ai numeri, tuttavia, è chiaro che tale parità è ben lungi dall’essere raggiunta. Secondo il Gender Gap Index – indice di misurazione della disuguaglianza di genere – l’Etiopia si trova al 124° posto su 145 Paesi. I risultati riferiscono ancora una forte disuguaglianza nel salari, nelle posizioni di leadership e nella partecipazione ai processi decisionali. Dati positivi riguardano invece l’accesso alla salute con dei miglioramenti, negli ultimi anni, in alcuni indicatori: il tasso di prevalenza dell’HIV si è abbassato, la mortalità materna è diminuita e contestualmente è aumentato l’accesso all’uso di contraccettivi. Tuttavia, soprattutto nelle aree rurali – cioè dove risiede l’80% della popolazione – le donne soffrono maggiormente di insicurezza alimentare e sono ancora molti i casi di morte a causa di malattie come malaria e tubercolosi. 

Il tasso di alfabetizzazione in Etiopia è maggiore per gli uomini rispetto alle donne. Nonostante i progressi fatti nel raggiungimento dell’educazione primaria, ci sono ancora grandissime disparità che riguardano l’educazione secondaria e terziaria. Tali disparità aumentano notevolmente nelle aree rurali. In tali contesti, le ragioni che scoraggiano l’educazione femminile sono di varia natura: tasse scolastiche troppo elevate e matrimoni precoci ne costituiscono un esempio.

L’impegno di CVM per le donne della minoranza menja, nel sud del Paese. 

Le ragazze di Bonga, in marcia durante la Giornata internazionale della donna.

Nella zona del Kaffa, area rurale per eccellenza situata nella parte settentrionale del paese, CVM è impegnata in un importante programma di integrazione dell’etnia Menja, con un’attenzione particolare al rafforzamento del ruolo della donna.

Entro i 16 anni le ragazze Menja sono solite sposarsi per continuare ad essere accettate non solo dall’intera comunità, ma dalla famiglia stessa. Le conseguenze di questa pratica sono facilmente immaginabili: tra le donne adulte si stimano altissimi tassi di analfabetismo.

Se l’”essere donna” in queste zone rappresenta una condizione di per sé difficile, appartenere all’etnia Menja ne costituisce un’aggravante. A causa dei scarsissimi livelli di educazione, uniti a tutta una serie di pregiudizi che sono stati costruiti nel corso degli anni attorno all’etnia menja, questa minoranza è costretta a vivere relegata ai margini della società in condizioni di isolamento, con conseguenze gravissime sulla propria autostima.

Per questo CVM interviene in diversi modi a sostegno di bambine, ragazze e donne Menja: un programma di preparazione alla scuola primaria per mille e duecento bambini e bambine tra i quattro e sei anni, borse di studio per otto ragazze meritevoli affinché frequentino la scuola secondaria, formazione professionale finalizzata all’inclusione economica e sociale attraverso la creazione di cooperative agricole.

Borse di studio per il riscatto. E per dare esempio.

Le studentesse menja che beneficiano della borsa di studio

Nella Woreda di Adiyo, CVM sostiene economicamente cinque ragazze menja
(impegnate tra i gradi 9° e 10°) attraverso un programma di supporto al percorso scolastico che permette di far fronte al problema della scarsità di reddito del nucleo famigliare. Grazie ad una gentile concessione della scuola secondaria di Mera, le ragazze hanno inoltre la possibilità di alloggiare all’interno della struttura e di seguire quotidianamente le lezioni senza dover percorrere distanze troppo lunghe. In seguito ai risultati molto promettenti ottenuti durante il primo semestre, gli insegnanti si sono offerti di aiutare le ragazze concedendo loro il materiale didattico necessario a seguire i corsi e a sostenere gli esami.

Tigist Debebe, Amsale Ango, Workayehu Wondimu, Zewuditu Maleto e Aster Demise sono le uniche cinque ragazze Menja che frequentano la scuola secondaria nella woreda di Adiyo. Ciò significa che l’importante traguardo del diploma, non solo rappresenterà un fondamentale momento di riscatto della propria autostima, ma sarà d’esempio per altre ragazze che, come loro, avranno il coraggio di decidere del proprio futuro.

La corsa per la Giornata internazionale della donna.

In occasione della Giornata internazionale della donna, CVM ha supportato il Women Office del Kaffa, nella realizzazione di alcune attività a Bonga. Le ragazze Menja supportate hanno così partecipato ad una corsa che si è svolta per le strade principali della città, coinvolgendo circa duecento ragazze. Dopo la corsa le ragazze hanno avuto la possibilità di accedere gratuitamente ad una visita al seno, presso l’ospedale di Bonga e sono state sensibilizzate all’importanza in materia di prevenzione.

Michela Bracone – Servizio civile Etiopia CVM

 

Borse di studio e sostegno per le ragazze menja. E i tanti progetti per la parità fra uomo e donna nel sud dell’Etiopia