Associazioni di donne per la lotta all’HIV ad Ahmara, Etiopia.

 

PROGRAMMI DI PROTEZIONE SOCIALE E DIFESA DEI DIRITTI UMANI

Il CVM opera in Etiopia e Tanzania con programmi di reintegrazione sociale ed economica di gruppi estremamente vulnerabili e stigmatizzati.  Gli interventi mirano ad affrontare le problematiche da molteplici prospettive:

– attraverso la formazione, sensibilizzazione e coordinamento delle istituzioni presenti nel territorio

– attraverso il potenziamento della società civile e dei corpi intermedi

– attraverso formazione, microcredito e reinserimento comunitario dei beneficiari

 

BAMBINI ORFANI E VULNERABILI

Perché?

Ragazzi di strada a Debre Markos, Etiopia.

L’Etiopia è uno dei paesi al mondo con la più grande popolazione di orfani: il 13% dei bambini non ha uno o entrambi i genitori (circa 4,6 milioni). Tra questi circa 800 000 sono rimasti orfani a causa dell’HIV/AIDS.

 

Come?

La strategia del CVM consiste

– nel reintegrare i bambini di strada nelle loro famiglie o in famiglie vicine e sostenere queste nel miglioramento della propria situazione economica

– nel supportare bambini e giovani nel completare la propria istruzione, con particolare attenzione alle ragazze

– nel facilitare la costituzione di associazioni di bambini ed altre iniziative ludico-educative

 

LAVORATRICI DOMESTICHE E CAMERIERE

 Perché?

Ex bar workers in Tanzania, ora attive in una associazione supportata da CVM

In Etiopia, ed in particolare nella Regione Amhara, l’età media per il matrimonio è di 14 anni. In Tanzania 2 bambine su 5 si sposano sotto i 18 anni e il 25% di queste ha almeno un figlio. Il fallimento di matrimoni così precoci porta molte bambine a perdere l’appoggio delle reti sociali tradizionali e a ritrovarsi sole nel ricercare forme alternative di sostentamento. Il 12% delle bambine tra i 10-14 anni che non vivono più con i loro genitori sono coinvolte in lavori domestici. Le altre trovano lavoro come cameriere e prostitute. Disporre di una domestica è frequente nei contesti urbani di conseguenza la ricerca di questo lavoro è associata ad un percorso di migrazione interna dalle aree rurali.  Domestiche e cameriere, lavorando in contesti non soggetti a regolamentazione, finiscono con l’essere condannate all’invisibilità e pesanti violazioni dei diritti umani: ore di lavoro eccessive, tempo di riposo insufficiente, stipendi bassi o assenti, violenze e abusi. Le domestiche sono inoltre costrette nei propri movimenti e comunicazioni.

 

Come?

Il CVM interviene

– incoraggiando la costituzione di associazioni e il collegamento con i sindacati

– attraverso attività di sensibilizzazione delle istituzioni circa la necessità di strategie e politiche a favore di queste categorie

– promuovendo il contratto scritto e condizioni decenti di impiego

 

SIEROPOSITIVI & MALATI DI AIDS

 

Perché?

Corsi di formazione a Bagamoyo, Tanzania

Bagamoyo è uno dei distretti della Tanzania con il più alto tasso di contagi da HIV AIDS (il 7,7% dellapopolazione tra i 15 e i 49 anni è sieropositivo). In Etiopia ogni anno muoiono 24.000 persone a causa della malattia. Nonostante i progressi degli ultimi anni, la mancanza di conoscenze circa le modalità di trasmissione della malattia rende questa categoria di persone fortemente soggetta a stigma e discriminazione.

 

Come?

Gli interventi in Etiopia e Tanzania consistono in

– formazione su HIV AIDS per categorie a rischio

– formazione in salute riproduttiva per giovani

– attività teatrali ed eventi di sensibilizzazione contro lo stigma

-sostegno ad associazioni di sieropositivi

 

 

 

MINORANZE

Perché?

Scuola nella regione etiope del Kaffa dove bambini menja e gomero convivono fra i banchi. Grazie a un progetto CVM.

In Etiopia più di 80 gruppi etnici divisi ulteriormente in clan, vivono sullo stesso territorio. Alcune minoranze – soprattutto quelle che in passato erano legate a ruoli economici di basso status (cacciatori, carbonai, lavoratori della pelle) – sono ancora soggette a forte discriminazione che si ripercuote su condizioni economiche di inferiorità e povertà. In Kaffa, la minoranza dei Menja vive in una situazione di discriminazione ed autoisolamento dovuto a secoli di pregiudizi reciproci. La maggioranza della popolazione li ritrae come impuri, per via di antiche abitudini alimentari e leggende. La discriminazione si ripercuote nella separazione delle abitazioni all’interno dello stesso villaggio, nella non condivisione del cibo o dei mezzi di trasporto, nell’auto esclusione da cliniche e scuole.  La segregazione e l’auto stigma incidono sull’accesso alla terra e conseguentemente al cibo, sulla qualità della vita e sulle prospettive di vita.

 

Come?

Per ridurre la discriminazione ed accrescere le opportunità di accesso a servizi e risorse il CVM:

– coinvolge istituzioni chiave nell’identificazione di soluzioni a livello locale

– promuove la costituzione di cooperative miste

– lavora con i giovani e le scuole per una cultura di rispetto e integrazione

– anima comunità e chiama i leader tradizionali a discutere le fonti della discriminazione inaugurando forme nuove di convivenza